Perché i colleghi lasciano la Lombardia
La Lombardia perde ogni anno oltre tremila infermieri. Non sono numeri astratti: sono colleghi che scelgono di andarsene, che valutano altre opzioni e decidono che altrove conviene di più. Il fenomeno non è casuale. Dietro c’è stanchezza, salari che non tengono il passo con l’inflazione, turni massacranti e una prospettiva di carriera che non convince più. Chi rimane in corsia se ha alternative?
La fuga riguarda sia i neolaureati che gli infermieri esperti. I giovani vedono subito che il contratto pubblico non promette molto e cercano il privato, l’estero o settori diversi. Chi ha già quindici, venti anni di carriera valuta il trasferimento in altre regioni dove il riconoscimento economico è migliore o dove il carico di lavoro è più sostenibile. La Lombardia, pur essendo polo di eccellenza sanitaria, non riesce a trattenerli.
Cosa cambia per te
Se lavori in Lombardia, questa tendenza influenza direttamente il tuo ambiente di lavoro. Meno colleghi significa più lavoro sulle spalle di chi resta. I turni diventano più pesanti, la qualità dell’assistenza cala, il burnout accelera. Diventa un circolo vizioso: il carico aumenta, altri se ne vanno, il carico aumenta ancora.
Devi fare un calcolo personale: continui a resistere sperando in miglioramenti che tardano ad arrivare, o valuti seriamente altre strade? Trasferirsi in un’altra regione, entrare nel privato, cercare un contratto più conveniente all’estero. Non è tradimento della professione. È protezione della tua salute e del tuo futuro. Il sistema non ti aspetta: tu non devi aspettare lui.
Fonte originale: Nurse24
Note di Fabrizio Devito
Bando raccolto in automatico: prima di candidarti, leggi i requisiti sul sito ufficiale perché ogni concorso ha le sue regole.
Fabrizio Devito — Infermiere
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