Il Ssn brucia soldi mantenendo il medico al centro
Il report di Nursing Up mette in luce un meccanismo perverso: l’organizzazione sanitaria italiana rimane costruita intorno alla figura del medico, relegando l’infermiere a ruolo esecutivo. Questo assetto genera sprechi enormi. Quando un infermiere potrebbe gestire autonomamente procedure diagnostiche, educazione del paziente o follow-up domiciliare, invece il sistema obbliga il passaggio dal medico. Ogni passaggio aggiunge costi, rallenta i tempi e sottoutilizza le competenze infermieristiche già pagate e presenti in struttura.
Il problema non è una carenza di risorse economiche in senso assoluto. È il loro impiego inefficiente. Negli ospedali, nelle comunità, nei distretti funziona ancora il principio del “tutto passa per il medico”. Questo comporta liste d’attesa lunghe, mancata prevenzione, ospedalizzazioni evitabili. E intanto gli infermieri, che potrebbero ridurre questo carico, restano bloccati in compiti amministrativi o ancillari rispetto alle loro competenze acquisite.
Cosa cambia per te
Come infermiere in corsia, dovresti riconoscere che il tuo contributo economico al Ssn è sottodimensionato nei budget e nelle assunzioni proprio perché il sistema non riconosce il valore della tua autonomia professionale. Se lavorassi in un contesto che sfruttasse realmente le tue competenze—gestione dell’ipertensione, diabete, lesioni—ridurresti visite mediche ridondanti e ospedalizzazioni. Il Ssn risparmierebbe. Tu guadagneresti in efficienza e soddisfazione professionale.
Il punto è semplice: il sistema è disegnato male. Finché restiamo invisibili nei conti economici e dipendenti dalla prescrizione medica, continueremo a essere sottoutilizzati e sottovalutati. I numeri del report di Nursing Up lo dimostrano. La voragine finanziaria non dipende da te. Dipende da una struttura che non sa come pagarti davvero per quello che sai fare.
Fonte originale: Nurse Times
Note di Fabrizio Devito
Bando raccolto in automatico: prima di candidarti, leggi i requisiti sul sito ufficiale perché ogni concorso ha le sue regole.
Fabrizio Devito — Infermiere
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