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Malattia Professionale per Infermieri: Cos'è e Come Ottenere l'Indennità

La malattia professionale nel SSN: come si riconosce, come si denuncia all'INAIL, quali indennità spettano e i disturbi più frequenti tra infermieri (rachialgie, stress, burnout).

Fabrizio Devito — Infermiere

La malattia professionale è una delle aree in cui gli infermieri sono più esposti ma meno tutelati — non perché le tutele non esistano, ma perché pochi sanno come accedervi. Rachialgie da movimentazione, disturbi da stress cronico, patologie dermatologiche da contatto con disinfettanti: sono malattie del lavoro riconoscibili dall’INAIL.


Cos’è la malattia professionale

La malattia professionale (o tecnopatia) è una patologia contratta a causa dell’attività lavorativa. A differenza dell’infortunio (evento improvviso e violento), la malattia professionale si sviluppa lentamente per effetto di esposizioni prolungate a fattori di rischio lavorativi.

È tutelata dall’INAIL ed è soggetta a denuncia obbligatoria da parte del medico che la diagnostica.


Le malattie professionali tabellate e non tabellate

Tabellate: l’INAIL ha una lista ufficiale di malattie riconosciute come professionali per specifiche categorie di lavoratori (il DM del 9 aprile 2008 e aggiornamenti successivi). Per le malattie in tabella, il nesso causale con il lavoro si presume: non devi dimostrarlo tu.

Non tabellate: malattie non presenti nella tabella ma per cui il lavoratore può dimostrare il nesso causale con la propria attività lavorativa. In questo caso l’onere della prova è del lavoratore.


Le patologie più frequenti negli infermieri

Patologie muscolo-scheletriche da movimentazione manuale: Lombalgie, ernie del disco, problemi alle spalle. Sono tra le malattie professionali più frequenti nel personale infermieristico. Sono riconoscibili dall’INAIL come malattie professionali se correlate alla movimentazione documentata nel DVR.

Dermatiti da contatto: Causate dall’esposizione prolungata a disinfettanti, guanti in lattice, farmaci. Il riconoscimento richiede la documentazione della diagnosi dermatologica e il legame con i prodotti utilizzati.

Ipoacusia (perdita dell’udito): Meno frequente in ambito infermieristico, ma possibile in ambienti ad alto rumore (chirurgia, rianimazione).

Patologie infettive: La tubercolosi contratta in ambito lavorativo è una malattia professionale tabellata per il personale sanitario. Anche le epatiti B e C da esposizione occupazionale rientrano nella tutela INAIL.

Stress lavoro-correlato e disturbi psicologici: Il riconoscimento come malattia professionale è possibile ma complesso. Richiede una diagnosi psichiatrica formale e la documentazione delle condizioni lavorative che hanno contribuito (carichi eccessivi, turni, conflitti organizzativi). Il burnout in sé non è riconosciuto come malattia professionale, ma i disturbi dell’adattamento e i disturbi d’ansia o depressivi correlati al lavoro possono esserlo.


Come si denuncia una malattia professionale

1. Diagnosi medica Il tuo medico curante o lo specialista che identifica la patologia ha l’obbligo di denunciarla all’INAIL se ritiene ci sia correlazione con l’attività lavorativa. Puoi chiedergli esplicitamente di farlo.

2. Denuncia del lavoratore all’INAIL Puoi presentare tu stesso una denuncia/domanda di riconoscimento all’INAIL, allegando:

  • Certificazione medica con diagnosi
  • Descrizione dell’attività lavorativa e dei fattori di rischio a cui sei stato esposto
  • Documentazione aziendale (DVR, mansioni svolte, anni di servizio)

3. Denuncia del datore di lavoro L’azienda sanitaria è obbligata a denunciare all’INAIL entro i termini di legge quando viene a conoscenza di una malattia professionale del proprio dipendente.


Le prestazioni INAIL

Se la malattia è riconosciuta:

  • Indennità per inabilità temporanea assoluta — simile a quella per infortuni, dall’INAIL dal 4° giorno
  • Rendita per inabilità permanente — se la malattia ha causato un deficit permanente superiore al 6%
  • Prestazioni sanitarie — cure, protesi, riabilitazione
  • Assegno per assistenza personale — per i casi più gravi

Se l’INAIL nega il riconoscimento

Hai 60 giorni dalla comunicazione del diniego per presentare ricorso amministrativo all’INAIL. Se il ricorso non viene accolto, puoi ricorrere al giudice del lavoro entro 3 anni.

In entrambi i casi, il supporto di un patronato sindacale o di un legale specializzato aumenta le possibilità di esito positivo.


Fabrizio Devito — Infermiere

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