Tagli ai carburanti, soldi tolti alla sanità
Il governo ha approvato un decreto che riduce le accise sui combustibili, ma la copertura finanziaria arriva direttamente dalle casse sanitarie. Parliamo di 86 milioni di euro sottratti al ministero della Salute, cifre che in una struttura già in sofferenza creano un buco reale. La senatrice Sbrollini denuncia il paradosso: lo stesso esecutivo aveva alzato le accise mesi prima tramite la legge di bilancio. Ora le abbassa, creando confusione normativa e danno economico al comparto più critico.
Chi paga davvero questo alleggerimento fiscale? Le aziende ospedaliere e i servizi territoriali. Non è retorica: sono soldi che escono dal sistema sanitario per entrare nei serbatoi delle auto. Nel merito, la misura non risolve nulla sul fronte dell’accesso ai carburanti, mentre svuota ulteriormente un bilancio già in rosso.
Cosa cambia per te
Dietro questi numeri ci siamo noi. Le liste d’attesa si allungheranno ancora, i servizi di base verranno razionati, i contratti per il personale resteranno bloccati. Quando il ministero taglia 86 milioni, la tua struttura riceve meno risorse per farmaci, attrezzature, turnazioni. In corsia sentirai l’effetto a breve: meno posti letto aperti, più pressione su turni già massacranti, ancora meno tempo per il paziente.
La scelta politica è chiara: subsidia i carburanti togliendo dalla sanità. Noi infermieri cuscinetti di questa scelleratezza non siamo complici, siamo vittime. Serve dirlo a chi tiene in mano i bilanci.
Fonte originale: Quotidiano Sanità
Note di Fabrizio Devito
Normative e accordi che ti riguardano come lavoratore del SSN spesso non arrivano mai tramite canali ufficiali — te lo segnalo io. Se questa notizia tocca la tua situazione lavorativa o il tuo reparto, approfondisci e scrivimi se hai domande.
Fabrizio Devito — Infermiere
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