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Lavoro Agile per Infermieri: Smart Working nel SSN

Il lavoro agile è applicabile agli infermieri del SSN? Chi può richiederlo, cosa prevede il CCNL, come funziona l'accordo individuale e quali sono i limiti concreti.

Fabrizio Devito — Infermiere

Il lavoro agile è uno dei temi su cui più infermieri si fanno illusioni. La risposta breve è: se lavori in corsia, non puoi fare smart working. Ma la risposta lunga è più articolata — e ci sono categorie di infermieri per cui il discorso cambia.


Cos’è il lavoro agile

Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di prestazione lavorativa disciplinata dalla Legge 81/2017, applicabile anche al pubblico impiego. Prevede che il lavoratore svolga la propria attività in parte fuori dalla sede aziendale, con orari flessibili, senza postazione fissa.

Non è telelavoro: il telelavoro è una variante rigida con postazione remota fissa e orari definiti. Il lavoro agile è più libero nella forma, ma richiede che l’attività sia effettivamente eseguibile da remoto.


Perché gli infermieri clinici non possono farlo

L’assistenza infermieristica in corsia, in pronto soccorso, in sala operatoria, in dialisi — qualsiasi attività che richiede la presenza fisica al letto del paziente — non è compatibile con il lavoro agile. Nessuna norma può cambiare questo dato di fatto.

Il CCNL Comparto Sanità prevede il lavoro agile come strumento applicabile dove la natura della prestazione lo consente. Per la stragrande maggioranza degli infermieri del SSN, questo lo esclude strutturalmente.


Chi può richiederlo in ambito sanitario

Esistono profili del comparto sanità per cui il lavoro agile è realisticamente applicabile:

  • Infermieri con funzioni amministrative (ufficio qualità, formazione, ufficio rischio clinico)
  • Infermieri distaccati in ruoli di coordinamento regionale o aziendale non clinici
  • Personale tecnico-amministrativo del comparto (che non ha a che fare con pazienti)
  • Infermieri in aspettativa per motivi di studio o ricerca

Se il tuo ruolo attuale prevede attività che si svolgono al computer (report, procedure, documentazione, analisi dati), puoi valutare una richiesta formale. L’azienda non è obbligata ad accettarla, ma non può rifiutarla senza motivazione.


L’accordo individuale

Il lavoro agile non scatta automaticamente. Richiede un accordo scritto tra il lavoratore e l’azienda, che stabilisce:

  • I giorni in cui si lavora da remoto e quelli in presenza
  • Le fasce orarie di reperibilità obbligatoria
  • Gli strumenti tecnologici forniti (o a carico del lavoratore)
  • Le modalità di controllo della prestazione (obiettivi, non presenze)
  • Il diritto alla disconnessione fuori dall’orario concordato

L’accordo può essere a tempo determinato o indeterminato, ed è modificabile su iniziativa di entrambe le parti.


Le priorità previste dalla legge

La Legge 81/2017 e successive modifiche (in particolare dopo il Covid) prevedono che vengano prioritariamente ammessi al lavoro agile i lavoratori con:

  • Disabilità grave certificata (propria)
  • Gravi condizioni di salute o immunodepressione
  • Figli under 14 (entrambi i genitori, alternandosi)
  • Caregiving di familiari disabili conviventi

Queste priorità valgono anche nella PA, ma sono condizionate alla compatibilità della mansione con il lavoro da remoto.


Lavoro agile in emergenza: la deroga Covid

Durante la pandemia (2020-2022), il Governo ha esteso il lavoro agile semplificato a tutta la PA, incluse le aziende sanitarie. In quel periodo anche alcune figure cliniche con ruolo ibrido hanno beneficiato di accordi temporanei.

Quella deroga è scaduta. Oggi si torna all’applicazione ordinaria della Legge 81/2017 e del CCNL.


Cosa fare se lavori in un ruolo ibrido

Se il tuo ruolo ha una componente clinica e una amministrativa (es. infermiere referente per la qualità, o tutor per studenti), puoi proporre un accordo parziale: giorni in presenza per le attività cliniche, giorni in remoto per quelle documentali.

Non esiste un modulo standard: scrivi una proposta all’ufficio del personale, dettagliando quali attività intendi svolgere da remoto e con quale frequenza. Porta dati concreti — output atteso, strumenti disponibili, fasce orarie.

Un rifiuto immotivato su un ruolo parzialmente compatibile è contestabile, ma richiede di avere le carte in regola sul fronte della mansione svolta.


Fabrizio Devito — Infermiere

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