La professione infermieristica in Italia è legalmente autonoma dal 1999 (D.Lgs. 229/1999) e dotata di un profilo professionale (DM 739/1994) che riconosce la responsabilità dell’infermiere nell’assistenza generale. Il percorso verso le competenze avanzate è in atto, tra resistenze culturali e opportunità legislative mai pienamente sfruttate.
Il quadro FNOPI sulle competenze avanzate
La FNOPI ha pubblicato nel 2021 un position statement che definisce i livelli di competenza infermieristica:
Livello 1 — Infermiere Laurea triennale in Infermieristica. Competenze di base nell’assistenza generale.
Livello 2 — Infermiere specialista Laurea magistrale in Scienze Infermieristiche o master di primo livello in area clinica specifica (area critica, oncologia, neonatologia, ecc.). Competenze avanzate in un settore specifico: prescrizione di dispositivi, gestione autonoma di protocolli complessi, presa in carico del paziente cronico.
Livello 3 — Infermiere di pratica avanzata (IPA) Non ancora istituzionalizzato in Italia a livello legislativo. In attesa di recepimento della Direttiva europea e di normativa nazionale specifica. Prevede autonomia prescrittiva parziale, diagnosi infermieristiche avanzate, gestione di pazienti complessi in setting di primary care.
Il DM 77/2022 e l’infermiere di famiglia e comunità
Il Decreto Ministeriale 77/2022 (riordino dell’assistenza territoriale) ha istituzionalizzato la figura dell’infermiere di famiglia e comunità (IFeC), previsto nelle Case della Comunità e negli Ospedali di Comunità.
Funzioni dell’IFeC:
- Presa in carico proattiva del paziente cronico a domicilio e in ambulatorio
- Coordinamento tra ospedale e territorio (raccordo con MMG, specialisti, servizi sociali)
- Educazione terapeutica e counseling
- Sorveglianza del paziente fragile (telefonate, visite domiciliari programmate)
- Gestione delle riacutizzazioni prima che richiedano ospedalizzazione
Il DM 77 è la prima norma italiana che riconosce esplicitamente la funzione di case management infermieristico nel SSN.
Prescrizione infermieristica: lo stato dell’arte
In Italia la prescrizione di farmaci da parte degli infermieri è ancora limitata rispetto al quadro europeo. Tuttavia:
- Gli infermieri possono prescrivere dispositivi nell’ambito delle loro competenze (scale di valutazione, ausili, medicazioni) senza necessità di prescrizione medica
- In alcune Regioni esistono protocolli condivisi che consentono all’infermiere di somministrare farmaci secondo specifiche condizioni cliniche senza prescrizone individuale (es. paracetamolo per febbre > 38,5°C in UTI, insulina su scala mobile)
- La prescrizione autonoma di farmaci da parte degli infermieri non è prevista dalla normativa nazionale attuale; è in discussione nel contesto delle competenze avanzate IPA
Specializzazioni infermieristiche: master e lauree magistrali
L’Università italiana offre:
- Master di I livello: Infermieristica in area critica, Wound care, Infermieristica pediatrica, Infermieristica di salute mentale, Infermieristica in oncologia, Management
- Laurea magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche: accesso alla dirigenza infermieristica e all’insegnamento universitario
- Dottorato di ricerca: formazione alla ricerca infermieristica
FNOPI raccomanda che le specializzazioni abbiano riconoscimento giuridico esplicito: senza di esso, il master è un titolo culturalmente riconosciuto ma non ha effetti sull’inquadramento contrattuale.
Il confronto europeo
In molti paesi europei gli infermieri hanno già competenze avanzate istituzionalizzate:
- UK: Advanced Nurse Practitioner con autonomia prescrittiva ampia, indipendente
- Olanda: Nurse practitioner e physician assistant con prescrizione di farmaci
- Francia: Infirmier en pratique avancée (IPA) riconosciuto dal 2018
- Irlanda: Advanced Nurse Practitioner con clixx di specializzazione e autonomia prescrittiva
L’Italia è in ritardo strutturale rispetto all’Europa nel riconoscimento giuridico delle competenze avanzate infermieristiche.
Cosa può fare l’infermiere oggi, in Italia
Già oggi, nell’ambito della normativa vigente:
- Gestire autonomamente i bisogni assistenziali identificati dalla diagnosi infermieristica
- Applicare protocolli condivisi con la direzione sanitaria
- Svolgere funzioni di IFeC nelle strutture che lo prevedono
- Richiedere esami diagnostici nell’ambito di percorsi protocollarizzati (alcune regioni, alcune ASL)
- Esercitare attività educativa, counseling e follow-up telefonico autonomo
Note di Fabrizio Devito
Le competenze avanzate non riguardano solo chi ha un master o una laurea magistrale. Riguardano la qualità del ragionamento clinico che ogni infermiere mette in pratica ogni giorno. L’autonomia professionale si esercita all’interno del perimetro normativo: conoscerlo bene è il presupposto per lavorare con sicurezza e per riconoscere quando si è autorizzati ad agire e quando invece è necessario coinvolgere il medico.
Fabrizio Devito — Infermiere
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