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Indennità Rischio Biologico Infermieri: Chi Ha Diritto

Cos'è l'indennità di rischio biologico per gli infermieri SSN? Chi ne ha diritto, importo, come viene pagata e cosa fare se la tua azienda non la riconosce.

Fabrizio Devito — Infermiere

L’infermiere lavora ogni giorno a contatto con sangue, fluidi corporei, aerosol e agenti patogeni. Questo rischio non è solo una questione di sicurezza: è anche riconosciuto economicamente dal contratto con un’indennità specifica.

Si chiama indennità di rischio biologico (o RIA — Rischio Infettivo e Ambientale), ed è un compenso che spetta a tutto il personale sanitario esposto per motivi di lavoro ad agenti biologici classificati a rischio. Eppure in molte realtà ospedaliere non viene erogata correttamente o non viene comunicata al personale.


Cos’è e dove è prevista

L’indennità di rischio biologico è disciplinata dall’art. 63 del CCNL Comparto Sanità 2019-2021 e dai precedenti CCNL che si sono succeduti. È un compenso aggiuntivo rispetto allo stipendio tabellare, dovuto per l’esposizione ad agenti biologici nel corso dell’attività lavorativa.

Il riferimento normativo di base è il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza), Titolo X, che classifica gli agenti biologici in 4 gruppi in base al rischio per la salute:

GruppoLivello rischioEsempi
1Basso — improbabile causa di malattiaFlora saprofita
2Può causare malattia — bassa pericolositàSalmonella, epatite A
3Può causare malattia grave — rischio diffusioneHBV, HCV, HIV, TBC, SARS-CoV-2
4Causa malattia grave — elevato rischio — nessuna terapiaEbola, Marburg

Gli infermieri operano quotidianamente con agenti di gruppo 2 e 3. È su questa esposizione che si fonda il diritto all’indennità.


A chi spetta

L’indennità spetta a tutto il personale che svolge mansioni con esposizione continuativa e documentabile ad agenti biologici. In pratica:

Hanno diritto diretto:

  • Infermieri di area medica, chirurgica, oncologica
  • Infermieri di pronto soccorso e terapia intensiva
  • Infermieri di sala operatoria
  • Infermieri di dialisi
  • Infermieri di malattie infettive
  • Personale di laboratorio analisi
  • Personale di anatomia patologica

Possono avere diritto, ma dipende dalla valutazione del rischio aziendale:

  • Infermieri di medicina riabilitativa
  • Infermieri domiciliari (ADI)
  • Infermieri di psichiatria (esposizione indiretta)

Il discrimine pratico: il Medico Competente aziendale deve redigere il documento di valutazione del rischio biologico (DVR) per reparto. Se il tuo reparto è classificato a rischio biologico nel DVR, hai diritto all’indennità.


Importo e modalità di pagamento

Il CCNL 2019-2021 non fissa un importo unico nazionale per il rischio biologico in senso stretto — la componente “rischio” è spesso inclusa nella Retribuzione Individuale di Anzianità (RIA) o nella retribuzione di posizione, oppure definita a livello di contrattazione integrativa aziendale.

Quello che esiste a livello contrattuale nazionale è:

  • Indennità di rischio radiologico — importo fisso per chi opera con radiazioni ionizzanti
  • Indennità per mansioni disagiate o a rischio — disciplinata dall’art. 63 CCNL, importo definito per accordo integrativo

Nella pratica aziendale, l’importo mensile per il rischio biologico varia tra € 50 e € 150 lordi a seconda dell’accordo decentrato della tua ASL/AO.


Come sapere se la tua azienda la paga

  1. Controlla la busta paga — cerca voci come “Ind. rischio biologico”, “RIA rischio infettivo”, “Ind. lavori rischiosi”, “Ind. art. 63”
  2. Chiedi all’ufficio personale una specifica del trattamento economico del tuo profilo
  3. Leggi il contratto integrativo aziendale — disponibile sul sito della tua ASL o richiedibile al sindacato interno. Lì trovi gli importi definiti per ogni reparto

Cosa fare se non la ricevi

Passo 1: Verifica che il tuo reparto sia incluso nel DVR come area a rischio biologico. Puoi chiederlo al Medico Competente o al RLS aziendale.

Passo 2: Chiedi all’ufficio del personale se il tuo profilo è compreso tra quelli beneficiari secondo il contratto integrativo aziendale.

Passo 3: Se il reparto è classificato a rischio e il contratto integrativo prevede l’indennità ma non ti viene erogata, presenta una richiesta scritta (PEC o raccomandata A/R) citando l’art. 63 CCNL 2019-2021 e il contratto integrativo.

Passo 4: Coinvolgi la RSU o il sindacato di categoria. Questa è una delle vertenze più comuni in ambito previdenziale-contrattuale e i sindacati la trattano con frequenza.


Rischio biologico e infortunio: il collegamento

Esporre regolarmente il lavoratore ad agenti biologici di gruppo 2 e 3 senza adeguate misure protettive (DPI, protocolli, sorveglianza sanitaria) costituisce violazione del D.Lgs. 81/2008. In caso di infezione contratta nell’esercizio della mansione, si configura infortunio sul lavoro o malattia professionale — con relativo indennizzo INAIL.

Se hai contratto HBV, HCV o TBC durante l’attività lavorativa e non hai ancora aperto una pratica INAIL, parlane con il Medico Competente o con un patronato.


Note di Fabrizio

Il rischio biologico è il rischio più concreto e quotidiano nella vita di un infermiere. La siringhetta usata che rimbalza, il paziente positivo all’HCV al triage, il prelievo di sangue da paziente HIV-positivo — non sono eventualità rare. Sono il lavoro di ogni giorno.

Che questa esposizione venga riconosciuta in busta paga è il minimo. Ma la questione più importante è un’altra: il DVR del tuo reparto è aggiornato? I DPI sono disponibili e adeguati? La sorveglianza sanitaria è attiva?

Se la risposta a una di queste domande è no, il problema non è solo economico. Segnalalo al RLS e al Medico Competente in forma scritta. Hai tutto il diritto — e la tutela legale — per farlo.


Fabrizio Devito — Infermiere

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