RLS: chi sono e cosa fanno per la sicurezza degli infermieri
L’RLS è quella figura che molti di noi conoscono solo per nome, magari vedendo un cartellino appeso in bacheca, ma che pochi sanno davvero come interpellare. Eppure in ospedale — dove il rischio biologico, lo stress lavoro-correlato e i carichi posturali sono la nostra quotidianità — avere un RLS attivo e competente fa tutta la differenza del mondo tra un ambiente che ti logora e uno che ti tutela. In questo articolo vediamo come l’infermiere può e deve essere protagonista della propria sicurezza.
Chi è l’RLS
Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) è una figura prevista dal D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza) in tutte le aziende, comprese quelle sanitarie. Ha il compito di rappresentare i lavoratori in tutto ciò che riguarda la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
Non va confuso con il RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione), che è un tecnico nominato dall’azienda. L’RLS è eletto o designato dai lavoratori e ne rappresenta gli interessi.
Cosa può fare concretamente l’RLS per noi
I poteri di questa figura sono definiti chiaramente dalla legge (art. 50 del D.Lgs. 81/2008). L’RLS può accedere liberamente ai luoghi di lavoro per verificare la sicurezza, consultare il DVR aziendale (il documento che elenca tutti i rischi di ogni singolo reparto) e partecipare alle riunioni periodiche con il datore di lavoro e il medico competente. Non è un ruolo passivo: può e deve proporre misure di prevenzione concrete e, se vede che l’azienda non interviene davanti a un pericolo evidente, ha il potere di segnalare le violazioni direttamente all’Ispettorato del Lavoro o alla ASL competente. In sintesi, è il nostro “occhio” vigile dentro la complessa macchina ospedaliera.
Come viene eletto l’RLS
Nelle aziende fino a 15 dipendenti: l’RLS può essere designato direttamente dalla RSU o eletto dai lavoratori.
Nelle aziende da 16 a 200 dipendenti: 1 RLS eletto dai lavoratori o designato dalla RSU.
Nelle aziende oltre 200 dipendenti (come la maggior parte delle ASL e AO): 3 o più RLS, eletti direttamente dai lavoratori o designati dalla RSU, con modalità stabilite dal contratto collettivo.
Il numero preciso di RLS nelle grandi strutture sanitarie è definito dal CCNL e dagli accordi aziendali.
I permessi dell’RLS
L’RLS ha diritto a permessi retribuiti per svolgere la propria funzione:
- 32 ore annue nelle aziende fino a 5 dipendenti
- 40 ore annue nelle aziende da 6 a 15 dipendenti
- 40 ore annue nelle aziende oltre 15 dipendenti (con ulteriori ore specifiche per le strutture sanitarie)
Inoltre, l’RLS ha diritto a formazione specifica a spese dell’azienda — un corso iniziale di almeno 32 ore con aggiornamento periodico.
I rischi tipici in ambito sanitario che l’RLS deve monitorare
Nelle strutture sanitarie i rischi sono molteplici e ben documentati:
Rischio biologico: esposizione a agenti patogeni (HIV, HBV, HCV, TBC, MRSA). Il DVR deve prevedere protocolli specifici per ogni unità operativa.
Rischio chimico: chemioterapici, disinfettanti, anestetici volatili, farmaci citostatici. Chi li manipola ha diritto a DPI adeguati e a sorveglianza sanitaria.
Rischi da movimentazione manuale dei pazienti: rachialgie, lesioni muscolo-scheletriche. L’azienda deve fornire ausili adeguati (sollevatori, traversine, ecc.) e formare il personale.
Rischio da radiazioni ionizzanti: per chi lavora in radiodiagnostica, sala operatoria con amplificatore di brillanza, medicina nucleare. Dosimetria obbligatoria.
Rischio da stress lavoro-correlato: turni, carichi di lavoro elevati, violenza da parte di pazienti o familiari. Il DVR deve includere la valutazione dello stress lavoro-correlato.
Come contattare l’RLS e cosa segnalargli
Se nel tuo reparto c’è un rischio che non viene gestito adeguatamente:
- Identifica il tuo RLS aziendale — l’azienda deve pubblicare i nominativi in bacheca
- Fai una segnalazione scritta — descrivi il rischio, il reparto, le condizioni concrete
- L’RLS ha il dovere di verificare e di segnalare all’RSPP e al datore di lavoro
Se l’RLS non risponde o l’azienda non interviene, puoi segnalare direttamente alla ASL competente (servizio SPRESAL/PSAL) o all’Ispettorato del Lavoro. L’identità del segnalante è protetta.
Il punto di vista di Fabrizio
La sicurezza in reparto non è solo una questione di burocrazia o di corsi FAD obbligatori che facciamo di fretta. È la nostra pelle. Il mio consiglio è di non aspettare l’infortunio o il mal di schiena cronico per cercare l’RLS. Se vedi che nel tuo reparto mancano sollevatori, se i DPI sono di scarsa qualità o se il rischio biologico non è gestito con protocolli chiari, scrivi una mail all’RLS mettendo in copia il tuo coordinatore.
Noi infermieri siamo le prime sentinelle del rischio: nessuno conosce i pericoli di una corsia meglio di noi che ci stiamo 12 ore al giorno. Essere attivi nella prevenzione significa segnalare ogni anomalia, senza paura. Ricordati che la segnalazione all’RLS è un atto di tutela del lavoratore e non può essere usato come motivo di ritorsione disciplinare. Se hai dubbi sulla sorveglianza sanitaria obbligatoria, consulta anche la guida sul ruolo del medico competente per infermieri.
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