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Stabilizzazione Precari in Sanità: La Legge Madia e i Percorsi Attuali

Come funziona la stabilizzazione del personale precario nelle aziende sanitarie: i requisiti della Legge Madia, le procedure selettive semplificate e i diritti dei lavoratori con anzianità.

Fabrizio Devito — Infermiere

La parola “stabilizzazione” evoca speranza per chi lavora da anni con contratti a termine nel SSN. Ma non è automatica, non è garantita e non vale per tutti. Questa guida spiega chi ha diritto a tentarla, come, e cosa succede quando le aziende non la attivano pur dovendo farlo.


Il quadro normativo: D.Lgs. 75/2017

Il D.Lgs. 75/2017 (attuativo della Legge Madia) ha introdotto una procedura specifica per il superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni, incluse le aziende sanitarie.

La norma ha stabilito un percorso straordinario, con scadenza originariamente fissata al 31 dicembre 2018 e poi prorogata. Le aziende che non hanno ancora esaurito le procedure possono — e devono — continuare ad applicarle.


I requisiti per la stabilizzazione

Per accedere alla procedura di stabilizzazione ordinaria, il lavoratore deve avere maturato:

  1. Almeno 3 anni di servizio (anche non continuativi) con contratto a tempo determinato presso la stessa amministrazione negli ultimi 8 anni
  2. Lavoro svolto nell’ambito di attività ordinarie e non in progetti speciali o emergenziali
  3. Posto disponibile nell’organico dell’azienda (disponibilità di un posto in pianta organica)
  4. Superamento di una procedura selettiva — di norma semplificata rispetto al concorso ordinario

Il requisito del posto in organico è il principale collo di bottiglia: se l’azienda non ha posti disponibili, non può stabilizzare anche chi ha tutti gli altri requisiti.


Come funziona la procedura selettiva

La stabilizzazione non è un’assunzione diretta: richiede una procedura selettiva. Può essere:

Procedura riservata: aperta solo ai lavoratori che soddisfano i requisiti di anzianità. La selezione è semplificata (titoli, eventuale colloquio) rispetto a un concorso aperto.

Concorso con quota riservata: il concorso è aperto anche a candidati esterni, ma una quota dei posti (fino al 40%) è riservata ai precari con anzianità.

Concorso ordinario con punteggio aggiuntivo: il lavoratore precario può ricevere un punteggio maggiorato in virtù del servizio prestato.


Come verificare la tua posizione

  1. Calcola i tuoi mesi di contratto a termine con la stessa azienda sanitaria negli ultimi 8 anni — conta anche i periodi non continuativi
  2. Verifica la pianta organica aziendale — se ci sono posti vacanti nel tuo profilo, l’azienda ha l’obbligo di considerare la stabilizzazione
  3. Controlla se l’azienda ha bandito procedure di stabilizzazione — devono essere pubblicate sull’albo pretorio e sul sito istituzionale

Se l’azienda non attiva la stabilizzazione

Le aziende sanitarie hanno un obbligo (non solo una facoltà) di attivare le procedure quando i requisiti sono soddisfatti e i posti sono disponibili.

Se la tua azienda ha posti vacanti nel tuo profilo, ha personale con i requisiti e non attiva la procedura:

  1. Segnalazione alla RSU — la RSU può richiedere formalmente all’azienda di avviare la procedura
  2. Segnalazione alla Regione — le regioni vigilano sull’applicazione delle norme sul precariato nelle aziende sanitarie
  3. Ricorso legale — alcuni TAR hanno riconosciuto il diritto del lavoratore alla stabilizzazione in presenza dei requisiti e dei posti disponibili

Il blocco del turn-over e i piani assunzionali

Molte aziende sanitarie hanno subito anni di blocco del turn-over che ha congelato le assunzioni e quindi le stabilizzazioni. Con il superamento graduale del blocco (in corso dal 2020) e con il PNRR che ha immesso risorse aggiuntive, i piani assunzionali si sono riaperti.

Tieni d’occhio i piani triennali del fabbisogno di personale della tua azienda (devono essere pubblicati) per capire se sono previste stabilizzazioni nel tuo profilo.


Cosa conservi con la stabilizzazione

Diversamente dall’assunzione tramite concorso ordinario esterno, con la stabilizzazione:

  • Conservi l’anzianità di servizio maturata nei contratti a termine (ai fini della progressione economica e del calcolo della pensione)
  • Mantieni il profilo professionale e la categoria contrattuale
  • Non perdi i diritti maturati durante il periodo precario

Questo è uno dei vantaggi più significativi: non “riparti da zero” come se fosse una nuova assunzione.


Fabrizio Devito — Infermiere

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