Fonte: Nursing inquiry (2026) · PMID: 41911479
Autori: Nashwan Abdulqadir, Kunjavara Jibin
Titolo originale: Reimagining Nursing Theories in the Age of Artificial Intelligence: Preserving the Human Essence Amid Digital Transformation.
Abstract
La crescita esponenziale dell’intelligenza artificiale (AI) nel settore sanitario ha suscitato entusiasmo e apprensione all’interno della disciplina infermieristica. Mentre l’IA promette di migliorare l’efficienza clinica, l’accuratezza e il processo decisionale, allo stesso tempo sfida le basi umanistiche dell’infermieristica, i suoi impegni etici, la presenza relazionale e la filosofia della cura. Questo articolo esamina criticamente come le teorie infermieristiche classiche, comprese quelle di Nightingale, Peplau, Orem, Roy e Watson, possano essere reinterpretate alla luce del ruolo in espansione dell’IA nella pratica clinica, nell’istruzione e nella ricerca. Basandosi sulle tradizioni epistemologiche della scienza della cura e della teoria dell’adattamento, introduce la AI-Enhanced Caring Adaptation Theory (AI-CAT) come quadro concettuale che colloca l’IA come partner collaborativo nella fornitura di assistenza. AI-CAT concettualizza l’interazione dinamica tra il Dominio Umano (empatia, etica e giudizio), il Dominio AI (analisi dei dati, modellazione predittiva) e l’Interfaccia Adattiva (calibrazione della fiducia, tecno-empatia e co-agenzia etica), producendo una cura aumentata. Il quadro afferma che l’IA può amplificare la compassione umana e il ragionamento morale quando è guidata dalla teoria infermieristica e dalla riflessione etica. Delinea anche le implicazioni per l’istruzione, la pratica e la politica, sostenendo l’alfabetizzazione digitale, la riflessione critica e un’equa governance dell’IA. In definitiva, questo documento teorico discorsivo sostiene che l’essenza dell’assistenza infermieristica deve evolversi non arrendendo la sua umanità agli algoritmi, ma ridefinendo cosa significa prendersi cura in un mondo intelligente e interconnesso. L’intelligenza artificiale può trasformare il modo in cui pensano gli infermieri, ma non deve mai cambiare il motivo per cui si preoccupano.
Fabrizio Devito
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