L’infortunio in itinere è quello che avviene durante il percorso da casa al lavoro (o viceversa). Per gli infermieri — che spesso lavorano su turni notturni, terminano alle 6 di mattina o iniziano all’alba — è un rischio concreto. Sapere cosa ti spetta e come agire fa la differenza tra un rimborso completo e niente.
Cos’è l’infortunio in itinere
L’infortunio in itinere è l’infortunio subito dal lavoratore nel normale percorso tra l’abitazione e il luogo di lavoro (o tra il luogo di lavoro e un luogo dove si consuma il pasto durante la pausa).
È disciplinato dall’art. 12 del D.Lgs. 38/2000 ed è coperto dall’INAIL, esattamente come un infortunio sul lavoro vero e proprio.
Quando è tutelato
Perché l’infortunio in itinere sia riconosciuto dall’INAIL devono sussistere alcune condizioni:
1. Percorso normale Il percorso deve essere quello diretto tra casa e lavoro (o lavoro e mensa). Deviazioni non giustificate interrompono la tutela. Deviazioni giustificate (es. accompagnare un figlio a scuola prima di andare al lavoro) sono invece tutelate dalla legge.
2. Mezzo di trasporto
- A piedi o in bicicletta: tutelati sempre
- Mezzi pubblici: tutelati sempre
- Auto privata: tutelata solo se necessaria per la distanza o l’assenza di mezzi pubblici adeguati, o se è prevista dall’organizzazione del lavoro (es. turni notturni senza trasporto pubblico disponibile)
- Moto o scooter: tutelati, ma con alcune precisazioni sull’assenza di dolo o colpa grave
3. Assenza di interruzioni volontarie non necessarie Se ti fermi per commissioni personali e poi subisci l’infortunio, la tutela potrebbe essere esclusa. Se ti fermi per necessità (es. rifornimento carburante, farmacia per urgenza) la tutela continua.
Come denunciare l’infortunio in itinere
I passi da seguire:
1. Pronto soccorso o medico Vai subito al pronto soccorso o dal medico di base. Importante: specifica che si tratta di un infortunio avvenuto nel percorso casa-lavoro. Questo deve comparire nella certificazione medica.
2. Denuncia all’azienda Entro 24 ore dall’infortunio devi comunicarlo al tuo datore di lavoro (ufficio del personale o responsabile). La denuncia deve specificare: luogo, ora, dinamica dell’infortunio.
3. L’azienda denuncia all’INAIL È l’azienda a presentare la denuncia formale all’INAIL entro i termini di legge (2 giorni se la prognosi supera 3 giorni). Se l’azienda non lo fa, puoi farlo tu direttamente.
Cosa spetta con l’infortunio in itinere
Indennità giornaliera INAIL: Dal 4° giorno di assenza (i primi 3 sono a carico dell’azienda) l’INAIL corrisponde:
- 60% della retribuzione giornaliera per i giorni 4-90
- 75% dalla 91ª giornata in poi
Trattamento aziendale (CCNL Comparto Sanità): Il CCNL integra l’indennità INAIL fino a raggiungere il 100% della retribuzione per un periodo definito (di norma fino a 90 giorni), poi con percentuali decrescenti.
Rendita permanente: Se l’infortunio causa un’invalidità permanente superiore al 6%, l’INAIL riconosce una rendita mensile proporzionale al grado di invalidità.
Differenza con l’infortunio sul lavoro
L’infortunio in itinere è trattato quasi come un infortunio sul lavoro, con alcune differenze:
- La colpa grave del lavoratore (es. guida in stato di ebbrezza) può escludere o ridurre la tutela
- Per l’uso del mezzo privato è necessaria la “necessità” del mezzo, non solo la comodità
- La valutazione del percorso “normale” è più stringente
In caso di infortunio sul lavoro vero e proprio (avvenuto durante le mansioni), queste limitazioni non si applicano.
Cosa fare se l’INAIL non riconosce l’infortunio
Se l’INAIL nega il riconoscimento o riduce le prestazioni:
- Chiedi per iscritto la motivazione del diniego
- Presenta ricorso amministrativo entro 60 giorni dalla comunicazione
- Ricorso al giudice del lavoro se il ricorso amministrativo non va a buon fine — termine 3 anni
In questi casi il supporto di un legale specializzato in diritto previdenziale o del patronato sindacale è fondamentale.
Fabrizio Devito — Infermiere
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