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Aspirazione Tracheobronchiale: Tecnica e Sicurezza in UTI

Guida all'aspirazione delle secrezioni tracheobronchiali nel paziente intubato: indicazioni, sistema aperto vs chiuso, tecnica sterile, prevenzione delle complicanze, ipossia e lesioni mucosali.

Fabrizio Devito — Infermiere

L’aspirazione tracheobronchiale è una delle procedure più frequenti in terapia intensiva e nei reparti con pazienti portatori di cannula tracheostomica o tubo endotracheale. Eseguita male provoca ipossia, lesioni della mucosa, atelettasia, aritmie, broncocostrizione. Eseguita quando non serve, aumenta senza motivo il rischio per il paziente.


Indicazioni all’aspirazione

L’aspirazione non va eseguita a orari fissi ma quando ci sono indicazioni cliniche:

  • Rumori respiratori patologici all’auscultazione (ronchi, fischi)
  • Aumento della pressione delle vie aeree nel paziente in ventilazione meccanica
  • Saturazione ossiemoglobina in calo non giustificato da altre cause
  • Tosse inefficace con visibile accumulo di secrezioni
  • Agitazione del paziente con possibile causa respiratoria

Non aspirare di routine ogni 2 ore: senza indicazione clinica fa più danno che bene.


Sistema aperto vs sistema chiuso

Sistema aperto (catetere monouso per ogni aspirazione):

  • Indicato quando le aspirazioni sono sporadiche
  • Richiede la disconnessione temporanea dal ventilatore → perdita di PEEP, ipossia
  • Maggiore rischio di dispersione di aerosol infetti

Sistema chiuso (catetere multiplo integrato nel circuito):

  • Indicato in pazienti ARDS, alta PEEP, infezioni trasmissibili per aerosol
  • Non richiede disconnessione dal ventilatore
  • Riduce la desaturazione e la contaminazione ambientale
  • Il sistema va sostituito ogni 24-72 ore secondo protocollo aziendale

Tecnica di aspirazione con sistema aperto

  1. Valutazione pre-procedura — ausculta, leggi i parametri respiratori, verifica SpO₂ basale
  2. Preidratazione — non instillare fisiologica di routine: non è supportata dalle evidenze e aumenta il rischio di VAP; si usa solo in pazienti con secrezioni molto dense, su prescrizione medica
  3. Preossigenazione — aumenta FiO₂ al 100% per 30-60 secondi (tramite ventilatore o Ambu)
  4. Guanti sterili — per la mano che tocca il catetere; l’altra è sporca
  5. Inserimento — avanza senza aspirare fino a incontrare resistenza (carena tracheale), poi ritira di 1-2 cm
  6. Aspirazione — applica la suzione intermittente durante il ritiro rotatorio del catetere; non superare 10-15 secondi totali per manovra
  7. Pressione di suzione — 80-120 mmHg per adulto; pressioni più alte aumentano il trauma mucosale senza migliorare la resa
  8. Post-procedura — rivaluta la SpO₂, ausculta, ripristina i parametri ventilatori basali
  9. Documentazione — caratteristiche delle secrezioni (colore, quantità, consistenza), tolleranza del paziente, SpO₂ pre/post

Calibro del catetere di aspirazione

Il catetere non deve occupare più della metà del lume del tubo endotracheale. Formula pratica:

Calibro catetere (Fr) = (Diametro tubo in mm × 2) / 3

Per un tubo 7.5 mm: (7.5 × 2) / 3 = 5 Fr → usa 14 Fr (approssima verso l’alto al calibro disponibile più vicino)


Complicanze e prevenzione

ComplicanzaCausaPrevenzione
IpossiaInterruzione ventilazione, pressione negativaPreossigenazione, sistema chiuso, manovre brevi
Lesioni mucosaliPressione troppo alta, tecnica aggressivaPressione corretta, catetere adeguato, no aspirazione in avanzamento
AritmieStimolazione vagale, ipossiaPreossigenazione, frequenza cardiaca monitorata
BroncocostrizioneStimolazione meccanicaTecnica delicata, broncodilatatore preventivo se necessario
InfezioneContaminazione del sistemaTecnica sterile, sistema chiuso

Aspirazione orofaringea (paziente non intubato)

Nel paziente non intubato con secrezioni abbondanti e tosse inefficace, l’aspirazione orofaringea con catetere Yankauer è sufficiente nella maggior parte dei casi. Non è una procedura sterile, ma pulita. Il rischio di lesioni è molto più basso rispetto all’aspirazione endotracheale.


Note di Fabrizio Devito

In UTI si aspira molto e spesso per abitudine. La pressione più grande non è quella del ventilatore: è la pressione del lavoro, che porta a fare la procedura “veloce” senza valutare le indicazioni. La preossigenazione è il passaggio che si salta più spesso — ed è quello che costa di più al paziente.

Fabrizio Devito — Infermiere

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