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Gestione del Catetere Venoso Centrale: Medicazione, Sorveglianza e Complicanze

Come gestire correttamente un CVC: medicazione del sito di inserzione, sorveglianza delle complicanze infettive e meccaniche, utilizzo corretto dei lumi, flush e lock, quando rimuovere il catetere.

Fabrizio Devito — Infermiere

Il catetere venoso centrale (CVC) è un presidio salvavita che porta con sé un rischio infettivo significativo. Le CR-BSI (catheter-related bloodstream infections) allungano la degenza di 7-20 giorni e hanno una mortalità attribuibile dell’8-23%. La gestione post-inserzione è una responsabilità infermieristica diretta.


Tipi di CVC e differenze gestionali

  • CVC non tunnellizzato (giugulare, succlavia, femorale): uso a breve termine, < 2-3 settimane; rischio infettivo maggiore del femorale rispetto a succlavia/giugulare
  • CVC tunnellizzato (es. Hickman, Broviac): accesso a lungo termine, tratto sottocutaneo riduce il rischio infettivo
  • PICC (peripherally inserted central catheter): inserito in vena periferica dell’arto superiore, punta in vena cava superiore; gestione simile al CVC classico ma rischio infettivo leggermente minore
  • Port (catetere a camera impiantabile): uso discontinuo, richiede ago di Huber per l’accesso; il sito cutaneo si chiude quando non in uso

Medicazione del sito di inserzione

Frequenza:

  • Medicazione con garza sterile: ogni 48 ore
  • Medicazione con medicazione trasparente semipermeabile (TSM): ogni 7 giorni, o prima se sporca, staccata o umida
  • Clorexidina in gel (Biopatch): cambia al momento della sostituzione del TSM

Tecnica:

  1. Frizione alcolica, guanti sterili
  2. Rimozione della vecchia medicazione (dall’esterno verso il sito)
  3. Ispezione del sito: eritema, secrezione, dolore, edema perilesionale
  4. Disinfezione con clorexidina alcolica 2% (aspetta 30 secondi di essiccamento)
  5. Applicazione medicazione sterile centrata sull’inserzione
  6. Etichettatura con data e firma

Non usare: iodopovidone, antibiotici topici in pasta (favoriscono resistenze), garze imbevute di soluzione fisiologica come medicazione definitiva.


Utilizzo dei lumi

Ogni lume ha un profilo d’uso definito. In assenza di prescrizione specifica, il lume prossimale è di solito dedicato al prelievo ematico, quello distale alla nutrizione parenterale o alle infusioni continue.

Non mischiare nello stesso lume:

  • Nutrizione parenterale totale con emoderivati
  • Farmaci incompatibili (verifica sempre la compatibilità)
  • Infusioni e prelievi simultanei dallo stesso lume

Flush e lock

Flush (lavaggio):

  • Prima e dopo ogni infusione con 10 ml di soluzione fisiologica (tecnica pulsante: push-pause)
  • La tecnica pulsante crea turbolenza che rimuove i residui aderenti alla parete interna del catetere

Lock (chiusura del lume in pausa):

  • CVC non in uso continuo: chiudi con eparina a bassa concentrazione (10-100 UI/ml) o soluzione fisiologica secondo protocollo aziendale
  • Port in pausa: flush con eparina 5 ml a 100 UI/ml ogni 4-8 settimane
  • PICC: soluzione fisiologica o eparina a bassa concentrazione

Tecnica pressione positiva alla chiusura:

  • Chiudi il rubinetto o disconnetti la siringa mentre spingi gli ultimi 0,5 ml → impedisce il reflusso di sangue nel lume

Sorveglianza delle complicanze

Infettive:

  • Febbre > 38°C senza altra causa evidente nel paziente con CVC = sospetto CR-BSI fino a prova contraria
  • Arrossamento o secrezione al sito di inserzione
  • Brividi durante infusione = possibile embolia settica

Se sospetti CR-BSI: preleva emocolture periferiche e dal CVC (coltura quantitativa), informa il medico, NON rimuovere il CVC senza valutazione medica (la coltura del catetere dopo rimozione è l’unico modo di confermare la diagnosi).

Meccaniche:

  • Occlusione: incapacità di infondere o prelevare; prova flush con fisiologica; se persiste, non forzare → segnala al medico (urokinasi su prescrizione)
  • Stravaso: gonfiore nel collo/torace durante infusione → interrompi subito, segnala
  • Pneumotorace (post-inserzione): dolore pleuritico, dispnea, riduzione del murmure vescicolare → radiografia torace obbligatoria

Quando richiedere la rimozione del CVC

Il CVC non tunnellizzato va rivalutato quotidianamente per la necessità di mantenimento. Va rimosso quando:

  • Non è più clinicamente necessario
  • C’è sospetto o diagnosi di CR-BSI non trattata con il catetere in situ
  • Trombosi del vaso tributario confermata
  • Malfunzionamento non risolvibile

Note di Fabrizio Devito

Ogni giorno che un CVC rimane in sede senza indicazione aggiunge rischio senza beneficio. La pressione del lavoro porta a rimandare la rivalutazione. Il check quotidiano “è ancora necessario?” non è burocratico: è la misura di prevenzione più efficace che esiste per le CR-BSI.

Fabrizio Devito — Infermiere

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