Il catetere venoso centrale (CVC) è un presidio salvavita che porta con sé un rischio infettivo significativo. Le CR-BSI (catheter-related bloodstream infections) allungano la degenza di 7-20 giorni e hanno una mortalità attribuibile dell’8-23%. La gestione post-inserzione è una responsabilità infermieristica diretta.
Tipi di CVC e differenze gestionali
- CVC non tunnellizzato (giugulare, succlavia, femorale): uso a breve termine, < 2-3 settimane; rischio infettivo maggiore del femorale rispetto a succlavia/giugulare
- CVC tunnellizzato (es. Hickman, Broviac): accesso a lungo termine, tratto sottocutaneo riduce il rischio infettivo
- PICC (peripherally inserted central catheter): inserito in vena periferica dell’arto superiore, punta in vena cava superiore; gestione simile al CVC classico ma rischio infettivo leggermente minore
- Port (catetere a camera impiantabile): uso discontinuo, richiede ago di Huber per l’accesso; il sito cutaneo si chiude quando non in uso
Medicazione del sito di inserzione
Frequenza:
- Medicazione con garza sterile: ogni 48 ore
- Medicazione con medicazione trasparente semipermeabile (TSM): ogni 7 giorni, o prima se sporca, staccata o umida
- Clorexidina in gel (Biopatch): cambia al momento della sostituzione del TSM
Tecnica:
- Frizione alcolica, guanti sterili
- Rimozione della vecchia medicazione (dall’esterno verso il sito)
- Ispezione del sito: eritema, secrezione, dolore, edema perilesionale
- Disinfezione con clorexidina alcolica 2% (aspetta 30 secondi di essiccamento)
- Applicazione medicazione sterile centrata sull’inserzione
- Etichettatura con data e firma
Non usare: iodopovidone, antibiotici topici in pasta (favoriscono resistenze), garze imbevute di soluzione fisiologica come medicazione definitiva.
Utilizzo dei lumi
Ogni lume ha un profilo d’uso definito. In assenza di prescrizione specifica, il lume prossimale è di solito dedicato al prelievo ematico, quello distale alla nutrizione parenterale o alle infusioni continue.
Non mischiare nello stesso lume:
- Nutrizione parenterale totale con emoderivati
- Farmaci incompatibili (verifica sempre la compatibilità)
- Infusioni e prelievi simultanei dallo stesso lume
Flush e lock
Flush (lavaggio):
- Prima e dopo ogni infusione con 10 ml di soluzione fisiologica (tecnica pulsante: push-pause)
- La tecnica pulsante crea turbolenza che rimuove i residui aderenti alla parete interna del catetere
Lock (chiusura del lume in pausa):
- CVC non in uso continuo: chiudi con eparina a bassa concentrazione (10-100 UI/ml) o soluzione fisiologica secondo protocollo aziendale
- Port in pausa: flush con eparina 5 ml a 100 UI/ml ogni 4-8 settimane
- PICC: soluzione fisiologica o eparina a bassa concentrazione
Tecnica pressione positiva alla chiusura:
- Chiudi il rubinetto o disconnetti la siringa mentre spingi gli ultimi 0,5 ml → impedisce il reflusso di sangue nel lume
Sorveglianza delle complicanze
Infettive:
- Febbre > 38°C senza altra causa evidente nel paziente con CVC = sospetto CR-BSI fino a prova contraria
- Arrossamento o secrezione al sito di inserzione
- Brividi durante infusione = possibile embolia settica
Se sospetti CR-BSI: preleva emocolture periferiche e dal CVC (coltura quantitativa), informa il medico, NON rimuovere il CVC senza valutazione medica (la coltura del catetere dopo rimozione è l’unico modo di confermare la diagnosi).
Meccaniche:
- Occlusione: incapacità di infondere o prelevare; prova flush con fisiologica; se persiste, non forzare → segnala al medico (urokinasi su prescrizione)
- Stravaso: gonfiore nel collo/torace durante infusione → interrompi subito, segnala
- Pneumotorace (post-inserzione): dolore pleuritico, dispnea, riduzione del murmure vescicolare → radiografia torace obbligatoria
Quando richiedere la rimozione del CVC
Il CVC non tunnellizzato va rivalutato quotidianamente per la necessità di mantenimento. Va rimosso quando:
- Non è più clinicamente necessario
- C’è sospetto o diagnosi di CR-BSI non trattata con il catetere in situ
- Trombosi del vaso tributario confermata
- Malfunzionamento non risolvibile
Note di Fabrizio Devito
Ogni giorno che un CVC rimane in sede senza indicazione aggiunge rischio senza beneficio. La pressione del lavoro porta a rimandare la rivalutazione. Il check quotidiano “è ancora necessario?” non è burocratico: è la misura di prevenzione più efficace che esiste per le CR-BSI.
Fabrizio Devito — Infermiere
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