Il cateterismo vescicale è una delle procedure infermieristiche più comuni e, al tempo stesso, una delle principali cause di infezione correlata all’assistenza (ICA). Le infezioni delle vie urinarie associate al catetere (CAUTI) rappresentano circa il 40% delle ICA ospedaliere. La tecnica asettica rigorosa è l’unica difesa efficace.
Indicazioni al cateterismo
Il catetere non va posizionato di routine. Le indicazioni validate sono:
- Ritenzione urinaria acuta che non risponde al cateterismo intermittente
- Monitoraggio diuresi oraria in pazienti critici
- Gestione di ulcere da pressione sacrali contaminate dall’urina
- Interventi chirurgici pelvici o prolungati
- Comfort del paziente in fase terminale
Non è indicazione: semplice incontinenza urinaria gestibile con dispositivi assorbenti.
Scelta del catetere
- Calibro: 14-16 Fr per adulto standard; 18 Fr solo se ematuria macroscopica (coaguli)
- Materiale: lattice (breve termine), silicone (lungo termine > 4 settimane)
- A doppia via per cateterismo a permanenza; a singola via per cateterismo intermittente
- Rivestiti con antisettico (argento, antibiotico): non raccomandati di routine dalle linee guida CDC per mancanza di evidenza solida sull’outcome clinico
Materiali per la procedura
- Set sterile per cateterismo (telo fenestrato, garze, pinzette, bacinella)
- Catetere della misura prescelta
- Gel lubrificante/anestetico sterile (lidocaina 2%)
- Soluzione antisettica (clorexidina acquosa 0,5% o iodopovidone)
- Siringa da 10 ml + acqua sterile per gonfiare il palloncino
- Sacca di raccolta urine con sistema chiuso
- Guanti sterili
Tecnica nel maschio
- Igiene delle mani — frizione alcolica, poi guanti sterili
- Preparazione campo sterile — telo fenestrato attorno al pene
- Pulizia del glande — retrai il prepuzio, detergi il meato con antisettico in senso centrifugo (dal meato verso l’esterno); ripeti 3 volte con garze diverse
- Applicazione del gel — instilla 10-15 ml di gel anestetico sterile nell’uretra; attendi 3-5 minuti per l’effetto anestetico
- Inserimento — tieni il pene verticale (riduce l’angolo uretrale); avanza il catetere con movimento continuo e delicato per 15-20 cm o fino al deflusso di urina
- Gonfiaggio del palloncino — solo dopo il deflusso urinario; gonfia con la quantità indicata in etichetta (solitamente 10 ml acqua sterile)
- Trazione delicata — per ancorare il palloncino al collo vescicale
- Connessione sacca — sistema chiuso, sacca mai a terra
- Riposizionamento prepuzio — obbligatorio per prevenire il parafimosi
Tecnica nella femmina
- Igiene delle mani e guanti sterili
- Posizionamento — supina con cosce abdotte e flesse (posizione ginecologica); considera un lenzuolo per la privacy
- Identificazione del meato — usa il pollice e l’indice della mano non dominante per divaricate le piccole labbra; identifica il meato uretrale (anteriore rispetto alla vagina)
- Pulizia — detergi dalle piccole labbra verso il basso con movimento dall’alto al basso; mai risalire verso il meato dopo aver deterso l’area periuretrale
- Applicazione gel — 5-10 ml nel meato
- Inserimento — avanza per 5-7 cm o fino al deflusso; se entri in vagina per errore, lascia il catetere in sede come marker e utilizza un nuovo catetere sterile per il meato corretto
- Gonfiaggio palloncino e connessione sacca come da tecnica maschile
Sorveglianza del catetere a permanenza
- Valuta ogni giorno se il catetere è ancora necessario: il primo fattore di rischio CAUTI è la durata
- Mantieni il circuito chiuso: non aprire la giunzione catetere-sacca se non per sostituire il catetere
- Posiziona la sacca sempre sotto il livello della vescica, mai a terra
- Non piegare o comprimere il tubo di deflusso
- Igiene periuretrale quotidiana con acqua e sapone — non usare antisettici di routine sulla giunzione meato-catetere
Quando rimuovere il catetere
Rimuovi il catetere il prima possibile. Le CAUTI aumentano del 3-10% per ogni giorno di cateterismo. La rimozione precoce post-operatoria (entro 24-48 ore) è raccomandata dalla letteratura come intervento principale di prevenzione.
Note di Fabrizio Devito
La tecnica asettica nel cateterismo non è un formalismo: è quello che separa una procedura sicura da una che carica il paziente di 3-7 giorni in più di ricovero per una UTI. Il passaggio più critico non è l’inserimento, è la sorveglianza quotidiana della necessità di mantenere il catetere in sede.
Fabrizio Devito — Infermiere
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