Il catetere venoso periferico (CVP) è il presidio più usato in ambito ospedaliero. Ogni giorno in Italia vengono posizionati centinaia di migliaia di agocannule. La tecnica corretta riduce il dolore del paziente, prolunga la vita dell’accesso e previene complicanze evitabili.
Materiali necessari
Prima di avvicinarti al paziente prepara tutto:
- Agocannula della misura appropriata (18G per trasfusioni, 20-22G per terapia standard, 24G per vene fragili)
- Laccio emostatico
- Disinfettante a base alcolica (clorexidina 2% o alcol isopropilico 70%)
- Garze sterili
- Medicazione trasparente semipermeabile (TSM)
- Cerotto di fissaggio supplementare
- Guanti non sterili (la procedura non è sterile, ma asettica)
- Deflussore o tappo needlefree
- Soluzione fisiologica per flush
Scelta del sito
Privilegia nell’ordine:
- Avambraccio (vene cefalica, basilica, mediana) — sito di prima scelta
- Dorso della mano — second choice, più doloroso e soggetto a infiltrazione
- Fossa antecubitale — evita se possibile: mobilità articolare limita la durata e aumenta il rischio di occlusione
Evita sempre: arto con linfedema, con fistola arterovenosa, con esiti di mastectomia ipsilaterale, vene sclerotiche, siti con ematomi o infezione attiva.
Tecnica di inserimento
- Igiene delle mani — frizione alcolica prima di indossare i guanti
- Posizionamento del laccio — 10-15 cm sopra il sito previsto; non lasciarlo in sede più di 2 minuti
- Selezione della vena — palpazione con dito indice, non con più dita; la vena deve essere elastica, rettilinea, sufficientemente calibrosa
- Disinfezione — applica il disinfettante con movimento circolare dal centro verso la periferia; attendi il tempo di azione (almeno 30 secondi per la clorexidina)
- Inserimento — bisella in alto, angolo 15-30° rispetto alla cute, avanzamento lento; attendi il refluo ematico nel flash chamber
- Scivolamento della cannula — abbassa l’angolo, avanza la cannula nel lume venoso mentre ritrai lo stiletto contemporaneamente di qualche millimetro
- Rimozione del laccio — prima di rimuovere completamente lo stiletto
- Connessione — collega il deflussore o il tappo; flush con 5-10 ml di soluzione fisiologica per verificare la pervietà
- Fissaggio — medicazione TSM centrata sull’inserzione; non coprire il sito con cerotti opachi
Documentazione
Registra nella documentazione infermieristica:
- Data e ora di inserimento
- Calibro e lunghezza dell’agocannula
- Sito anatomico preciso (es. “vena cefalica, terzo medio avambraccio sinistro”)
- Numero di tentativi
- Firma dell’operatore
Sorveglianza e durata
Le linee guida CDC non prevedono una sostituzione programmata ogni 72-96 ore se il sito è asintomatico. La sostituzione va effettuata quando compare:
- Flebite (eritema, calore, edema, dolore, cordone venoso palpabile)
- Infiltrazione (gonfiore, cute fredda, flusso rallentato)
- Infezione (eritema > 2 cm, secrezione, febbre)
- Ostruzione resistente al flush
Valuta il sito almeno ogni 8 ore (ogni turno) e documenta la valutazione con la scala VIP (Visual Infusion Phlebitis Score).
Errori frequenti da evitare
- Flush insufficiente dopo la somministrazione: residui di farmaco nella cannula accelerano la flebite chimica
- Cerotto a farfalla sopra il sito: impedisce la visualizzazione e ritarda il riconoscimento della complicanza
- Laccio lasciato troppo a lungo: compromette la vena e causa ematoma
- Sito non documentato: rende impossibile la sorveglianza da parte degli altri infermieri del turno
Note di Fabrizio Devito
Il CVP è una procedura che gli infermieri fanno centinaia di volte. Il rischio è che la ripetizione produca automatismo e riduca l’attenzione alla sorveglianza. La complicanza più prevenibile non è il mancato inserimento al primo tentativo: è la flebite che nessuno ha identificato per 12 ore perché il sito era coperto o non valutato.
Fabrizio Devito — Infermiere
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