Il prelievo ematico è la procedura diagnostica più frequente in ambito ospedaliero e ambulatoriale. Un campione raccolto male invalida l’esame e obbliga a ripetere la procedura. Conoscere la tecnica corretta e l’ordine delle provette è la differenza tra un risultato affidabile e un errore pre-analitico.
Materiali
- Ago da prelievo (21G standard, 23G per vene difficili) con holder o siringa
- Sistema sottovuoto (Vacutainer o equivalente)
- Provette appropriate agli esami richiesti
- Laccio emostatico
- Disinfettante alcolico
- Garze sterili
- Cerotto
- Guanti monouso
- Etichette paziente già stampate
Preparazione del paziente
- Verifica l’identità con doppio identificativo (nome + data di nascita o codice paziente) prima di ogni prelievo
- Controlla se il paziente è a digiuno (richiesto per glicemia, lipidi, alcuni ormoni)
- Chiedi se ha fobia degli aghi o ha svenuto in precedenti prelievi
- Posizionalo seduto o supino — mai in piedi per evitare lipotimie
Selezione del sito
Prima scelta: fossa antecubitale
- Vena mediana del gomito — grande, fissa, ben palpabile
- Vena cefalica — laterale, a volte più difficile
- Vena basilica — mediale, vicina all’arteria brachiale e al nervo mediano: attenzione
Evita:
- Arto con infusione in corso (risultati falsati dalla diluizione)
- Lato con linfedema o fistola AV
- Ematomi, cicatrici, tatuaggi freschi sull’area
Tecnica di prelievo
- Igiene delle mani e guanti
- Laccio — 7-10 cm sopra il sito; non oltre 1 minuto (oltre questo tempo si ha emoconcentrazione locale che falsa i risultati)
- Disinfezione — applica l’antisettico e attendi l’essiccamento
- Inserimento — bisella verso l’alto, angolo 15-30°; avanza fino al flash di sangue nel raccordo
- Riempimento — inserisci le provette in sequenza nell’holder; non agitare durante il prelievo
- Rimozione laccio — prima di estrarre l’ago
- Estrazione — ritira l’ago con garza pronta, applica pressione per 2-3 minuti (più a lungo se il paziente è anticoagulato)
- Miscelazione — rovescia delicatamente le provette con anticoagulante il numero di volte indicato (di solito 8-10 volte, non agitare)
- Etichettatura — etichetta ogni provetta al letto del paziente, mai prima del prelievo
Ordine delle provette (CLSI)
L’ordine impedisce la contaminazione crociata degli additivi tra provette:
| Ordine | Tappo | Contenuto | Esami tipici |
|---|---|---|---|
| 1° | Giallo/Rosso | Siero (senza additivi) | Biochimica, sierologia |
| 2° | Verde | Eparina litio | Emogas, urgenze biochimiche |
| 3° | Viola/Lilla | EDTA | Emocromo, HbA1c |
| 4° | Azzurro | Citrato di sodio | Coagulazione (PT, aPTT) |
| 5° | Grigio | Fluoruro ossalato | Glicemia |
Nota: se si usa solo la provetta per coagulazione (azzurra), preleva prima una provetta “sprecata” da 2 ml senza additivi per eliminare il fattore tissutale dall’ago.
Gestione post-prelievo
- Le provette per la coagulazione devono essere trasportate a temperatura ambiente e analizzate entro 4 ore
- L’emocromo è stabile a temperatura ambiente per 24 ore, refrigerato fino a 48 ore
- Documenta: ora del prelievo, operatore, qualità del campione (eventuale emolisi visibile)
Errori pre-analitici più frequenti
- Laccio lasciato troppo a lungo: eleva potassio, LDH, bilirubina, proteine totali
- Miscelazione violenta: emolisi → potassio falsamente elevato
- Prelievo sul braccio con fleboclisi: tutti i valori falsati per diluizione
- Ordine errato delle provette: l’EDTA contamina le provette per biochimica alterando calcio e coagulazione
Note di Fabrizio Devito
L’ordine delle provette è quella cosa che molti fanno a memoria ma non sempre ricordano il perché. Quando capisci che dietro c’è un principio (evitare contaminazione da additivi), smetti di sbagliare ordine anche sotto stress. Vale la pena capirlo una volta per tutte.
Fabrizio Devito — Infermiere
Commenti