Le lesioni da pressione (LdP) sono eventi avversi prevenibili nell’80-95% dei casi. Colpiscono circa il 5-10% dei pazienti ospedalizzati, con un costo umano (dolore, infezione, mortalità) e economico (costo medio per lesione: 10.000-40.000 euro) enormi. La prevenzione è responsabilità infermieristica primaria.
Fisiopatologia in sintesi
La lesione si forma quando la pressione esercitata tra il tessuto e la superficie di appoggio supera la pressione di perfusione capillare (circa 32 mmHg). In 2 ore di pressione non alleviata inizia la necrosi tissutale. I fattori aggravanti sono:
- Forze di taglio (shear): spostano i tessuti internamente mentre la cute rimane ferma
- Attrito (friction): trauma superficiale durante lo spostamento del paziente
- Umidità: macerazione che riduce la resistenza cutanea
Valutazione del rischio: Scala di Braden
La scala di Braden valuta 6 sottoscale (score 1-4 ciascuna, totale 6-23):
- Percezione sensoriale — capacità di rispondere al disagio da pressione
- Umidità — esposizione cutanea all’umidità
- Attività — grado di attività fisica
- Mobilità — capacità di cambiare posizione
- Nutrizione — apporto nutrizionale abituale
- Attrito e forze di taglio — (score 1-3, non 1-4)
Interpretazione:
- Score 19-23: rischio minimo
- Score 15-18: rischio basso
- Score 13-14: rischio moderato
- Score 10-12: rischio alto
- Score ≤ 9: rischio molto alto
La valutazione va eseguita all’ammissione e rivalutata ogni 24-48 ore (ogni turno in UTI) o quando cambiano le condizioni cliniche.
Ispezione cutanea
All’ammissione e a ogni riposizionamento, ispeziona le zone a rischio:
- Regione sacrale e coccigea — la più frequente
- Talloni — seconda sede più frequente
- Protuberanze ossee: trocanteri, malleoli, gomiti, coste, scapole, occipite
Identifica precocemente l’eritema non sbiancante: arrossamento che non sbianisce alla digito-pressione = lesione stadio 1 che richiede intervento immediato.
Stadiazione EPUAP/NPIAP
| Stadio | Caratteristiche |
|---|---|
| 1 | Eritema non sbiancante su cute integra |
| 2 | Perdita dello spessore parziale del derma; vescica o abrasione superficiale |
| 3 | Perdita completa del tessuto; può essere visibile il tessuto adiposo |
| 4 | Perdita completa; osso, tendine o muscolo visibili/palpabili |
| Non stadiabile | Fondo della lesione ricoperto da slough/escara: stadio non determinabile |
| Sospetta lesione profonda | Area di cute intera, viola o marrone scuro |
Interventi di prevenzione
Riposizionamento:
- Frequenza: ogni 2 ore per pazienti ad alto rischio su materasso standard; ogni 4 ore su materasso ad alta pressione alternata
- Documenta ogni riposizionamento con posizione e orario
- Posizione 30° (laterale obliqua) invece della posizione laterale a 90° per ridurre la pressione trocantere
- Talloni sempre in scorporo (fluttuanti, senza contatto con il materasso)
Superfici di supporto:
- Materasso ad alta pressione alternata o a riduzione della pressione per pazienti con Braden ≤ 14
- Il materasso antidecubito non sostituisce il riposizionamento: lo integra
- Mai usare ciambelle o dispositivi rigidi: concentrano la pressione anziché distribuirla
Protezione della cute:
- Detergenti pH-neutro, asciugatura delicata tamponando (mai strofinando)
- Emollienti dopo ogni igiene sulle zone a rischio
- Film protettivi (es. spray barriera) per le zone esposte all’umidità
- Medicazioni profilattiche in schiuma di silicone sui talloni e sul sacro per pazienti ad alto rischio (evidenza livello B EPUAP)
Nutrizione:
- Valutazione nutrizionale precoce (MNA, MUST)
- Apporto proteico adeguato: almeno 1,2-1,5 g/kg/die nel paziente a rischio
- Integrazione nutrizionale se apporto orale insufficiente
Documentazione
Documenta in cartella infermieristica:
- Score Braden all’ammissione e ad ogni rivalutazione
- Ispezione cutanea: zone valutate, presenza/assenza di eritema o lesioni
- Riposizionamenti: ora, posizione, stato cutaneo
- Piano di prevenzione attivo (tipo materasso, frequenza riposizionamento)
Note di Fabrizio Devito
Una lesione da pressione al sacro è quasi sempre un marcatore di un’assistenza non ottimale — non dell’inevitabilità della malattia. Quando i colleghi dicono “questi pazienti fanno le piaghe perché sono gravi”, spesso è vero che la gravità aumenta il rischio. Ma il rischio è qualcosa che si gestisce con un piano strutturato, non si accetta come destino.
Fabrizio Devito — Infermiere
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