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Prevenzione delle Lesioni da Pressione: Valutazione e Interventi

Guida alla prevenzione delle lesioni da pressione: scale di valutazione del rischio (Braden), ispezione cutanea, superfici di supporto, riposizionamento, nutrizione e documentazione.

Fabrizio Devito — Infermiere

Le lesioni da pressione (LdP) sono eventi avversi prevenibili nell’80-95% dei casi. Colpiscono circa il 5-10% dei pazienti ospedalizzati, con un costo umano (dolore, infezione, mortalità) e economico (costo medio per lesione: 10.000-40.000 euro) enormi. La prevenzione è responsabilità infermieristica primaria.


Fisiopatologia in sintesi

La lesione si forma quando la pressione esercitata tra il tessuto e la superficie di appoggio supera la pressione di perfusione capillare (circa 32 mmHg). In 2 ore di pressione non alleviata inizia la necrosi tissutale. I fattori aggravanti sono:

  • Forze di taglio (shear): spostano i tessuti internamente mentre la cute rimane ferma
  • Attrito (friction): trauma superficiale durante lo spostamento del paziente
  • Umidità: macerazione che riduce la resistenza cutanea

Valutazione del rischio: Scala di Braden

La scala di Braden valuta 6 sottoscale (score 1-4 ciascuna, totale 6-23):

  1. Percezione sensoriale — capacità di rispondere al disagio da pressione
  2. Umidità — esposizione cutanea all’umidità
  3. Attività — grado di attività fisica
  4. Mobilità — capacità di cambiare posizione
  5. Nutrizione — apporto nutrizionale abituale
  6. Attrito e forze di taglio — (score 1-3, non 1-4)

Interpretazione:

  • Score 19-23: rischio minimo
  • Score 15-18: rischio basso
  • Score 13-14: rischio moderato
  • Score 10-12: rischio alto
  • Score ≤ 9: rischio molto alto

La valutazione va eseguita all’ammissione e rivalutata ogni 24-48 ore (ogni turno in UTI) o quando cambiano le condizioni cliniche.


Ispezione cutanea

All’ammissione e a ogni riposizionamento, ispeziona le zone a rischio:

  • Regione sacrale e coccigea — la più frequente
  • Talloni — seconda sede più frequente
  • Protuberanze ossee: trocanteri, malleoli, gomiti, coste, scapole, occipite

Identifica precocemente l’eritema non sbiancante: arrossamento che non sbianisce alla digito-pressione = lesione stadio 1 che richiede intervento immediato.


Stadiazione EPUAP/NPIAP

StadioCaratteristiche
1Eritema non sbiancante su cute integra
2Perdita dello spessore parziale del derma; vescica o abrasione superficiale
3Perdita completa del tessuto; può essere visibile il tessuto adiposo
4Perdita completa; osso, tendine o muscolo visibili/palpabili
Non stadiabileFondo della lesione ricoperto da slough/escara: stadio non determinabile
Sospetta lesione profondaArea di cute intera, viola o marrone scuro

Interventi di prevenzione

Riposizionamento:

  • Frequenza: ogni 2 ore per pazienti ad alto rischio su materasso standard; ogni 4 ore su materasso ad alta pressione alternata
  • Documenta ogni riposizionamento con posizione e orario
  • Posizione 30° (laterale obliqua) invece della posizione laterale a 90° per ridurre la pressione trocantere
  • Talloni sempre in scorporo (fluttuanti, senza contatto con il materasso)

Superfici di supporto:

  • Materasso ad alta pressione alternata o a riduzione della pressione per pazienti con Braden ≤ 14
  • Il materasso antidecubito non sostituisce il riposizionamento: lo integra
  • Mai usare ciambelle o dispositivi rigidi: concentrano la pressione anziché distribuirla

Protezione della cute:

  • Detergenti pH-neutro, asciugatura delicata tamponando (mai strofinando)
  • Emollienti dopo ogni igiene sulle zone a rischio
  • Film protettivi (es. spray barriera) per le zone esposte all’umidità
  • Medicazioni profilattiche in schiuma di silicone sui talloni e sul sacro per pazienti ad alto rischio (evidenza livello B EPUAP)

Nutrizione:

  • Valutazione nutrizionale precoce (MNA, MUST)
  • Apporto proteico adeguato: almeno 1,2-1,5 g/kg/die nel paziente a rischio
  • Integrazione nutrizionale se apporto orale insufficiente

Documentazione

Documenta in cartella infermieristica:

  • Score Braden all’ammissione e ad ogni rivalutazione
  • Ispezione cutanea: zone valutate, presenza/assenza di eritema o lesioni
  • Riposizionamenti: ora, posizione, stato cutaneo
  • Piano di prevenzione attivo (tipo materasso, frequenza riposizionamento)

Note di Fabrizio Devito

Una lesione da pressione al sacro è quasi sempre un marcatore di un’assistenza non ottimale — non dell’inevitabilità della malattia. Quando i colleghi dicono “questi pazienti fanno le piaghe perché sono gravi”, spesso è vero che la gravità aumenta il rischio. Ma il rischio è qualcosa che si gestisce con un piano strutturato, non si accetta come destino.

Fabrizio Devito — Infermiere

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