L’anafilassi è una reazione allergica sistemica grave, ad insorgenza rapida, potenzialmente letale. Richiede il riconoscimento immediato e la somministrazione di adrenalina intramuscolare senza ritardi. Ogni minuto di ritardo nell’adrenalina aumenta il rischio di morte.
Criteri diagnostici
L’anafilassi è probabile se si verifica uno dei tre criteri seguenti:
Criterio 1 — Esordio acuto (minuti-ore) con coinvolgimento della cute/mucose (orticaria, angioedema, flushing, prurito) + almeno uno tra:
- Compromissione respiratoria (dispnea, broncospasmo, stridor)
- Ipotensione (PA sistolica < 90 mmHg) o collasso/sincope
Criterio 2 — Due o più dei seguenti rapidamente dopo esposizione ad allergene probabile:
- Sintomi cutanei/mucosali
- Compromissione respiratoria
- Ipotensione o sincope
- Sintomi gastrointestinali (nausea, vomito, crampi, diarrea)
Criterio 3 — Ipotensione rapida dopo esposizione a un allergene noto per quel paziente.
Cause più frequenti
- Farmaci: beta-lattamici (penicillina, amoxicillina), FANS, contrasto iodato, miorilassanti
- Alimenti: frutta secca (arachidi, noci), frutti di mare, latticini, uova
- Veleni di imenotteri: api, vespe
- Lattice: guanti, dispositivi medici
Sequenza di trattamento
Passo 1 — Adrenalina IM: IL PRIMO FARMACO
- Dose: 0,3-0,5 mg IM nella coscia laterale (adulto)
- Dispositivo: siringa da 1 ml con ago 21G, soluzione 1:1000 (1 mg/ml)
- Oppure: auto-iniettore (EpiPen, Jext) se disponibile
- La somministrazione EV è riservata all’UTI con monitoraggio; l’IM nella coscia è sicura e rapida in qualsiasi contesto
- Può essere ripetuta ogni 5-15 minuti se i sintomi persistono
Passo 2 — Posizionamento
- Paziente ipoteso: supino con gambe sollevate
- Paziente con dispnea: seduto o semiseduto
- Paziente incosciente: posizione laterale di sicurezza
Passo 3 — Ossigeno
- FiO₂ alta (maschera con reservoir, 10-15 L/min)
- Se SpO₂ < 90% nonostante ossigeno: prepara per intubazione
Passo 4 — Accesso venoso e volume
- Due accessi venosi di grosso calibro
- Cristalloidi 1-2 litri EV rapidi se ipotensione
Passo 5 — Trattamenti di supporto (non sostituiscono l’adrenalina)
- Antistaminici (difenidramina/prometazina): riducono orticaria/angioedema ma non trattano lo shock; sono secondari
- Corticosteroidi (metilprednisolone 1-2 mg/kg): non efficaci nell’immediato (latenza 4-6 ore); prevengono la fase tardiva bifasica
- Broncodilatatori (salbutamolo): se broncospasmo persistente nonostante adrenalina
Errori critici da evitare
- Ritardare l’adrenalina per somministrare prima antistaminici: errore pericoloso. Gli antistaminici non trattano lo shock anafilattico
- Adrenalina IV senza monitoraggio: rischio di aritmie e ipertensione severa
- Dimettere il paziente troppo presto: la reazione bifasica (ripresa dei sintomi 4-12 ore dopo) si verifica nel 5-20% dei casi; il paziente va tenuto in osservazione almeno 4-12 ore
Sorveglianza post-episodio
- Monitoraggio continuo PA, FC, SpO₂ per almeno 4-12 ore
- Se episodio grave o reazione bifasica nota: 24 ore di osservazione
- Prima della dimissione: prescrizione di auto-iniettore di adrenalina + piano di emergenza scritto
- Invio allo specialista allergologo per identificazione dell’allergene e immunoterapia specifica
Note di Fabrizio Devito
Il tempo tra il riconoscimento e la prima dose di adrenalina è l’indicatore critico nell’anafilassi. In reparto, dove non ci sono anestesisti sempre presenti, è spesso l’infermiere che valuta il paziente per primo. Sapere riconoscere i criteri e avere la certezza di somministrare l’adrenalina IM senza aspettare il medico — nei contesti in cui il protocollo lo prevede — può fare la differenza tra un episodio risolto e un arresto cardiaco.
Fabrizio Devito — Infermiere
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