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Gestione del Delirium: Valutazione CAM e Interventi Non Farmacologici

Guida al delirium in ospedale: criteri diagnostici CAM, delirium iperattivo e ipoattivo, fattori precipitanti, bundle ABCDEF per la prevenzione, interventi infermieristici non farmacologici.

Fabrizio Devito — Infermiere

Il delirium colpisce il 14-56% dei pazienti ospedalizzati e fino all’80% dei pazienti in UTI. Allunga la degenza di 2-5 giorni, aumenta la mortalità, accelera il declino cognitivo nei mesi successivi. Nonostante la frequenza, viene riconosciuto solo nel 30-40% dei casi. L’infermiere è il professionista che vede il paziente con più continuità: riconoscerlo è una competenza irrinunciabile.


Definizione e tipi di delirium

Il delirium è una sindrome di disfunzione cerebrale acuta caratterizzata da:

  • Disturbo dell’attenzione e della consapevolezza
  • Variazione rispetto allo stato basale con andamento fluttuante
  • Insorgenza acuta (ore o giorni)

Tipi:

  • Iperattivo (25%): agitazione, disorientamento, vocalizzazione, tentativo di rimuovere cateteri e accessi → facilmente riconoscibile
  • Ipoattivo (50%): paziente silenzioso, rallentato, sonnolento, poco reattivo → spesso non diagnosticato, prognosi peggiore
  • Misto (25%): alternanza dei due pattern

CAM — Confusion Assessment Method

Il CAM valuta 4 criteri. Il delirium è presente se sono soddisfatti i criteri 1 + 2 + (3 oppure 4):

Criterio 1 — Esordio acuto e andamento fluttuante C’è stato un cambiamento acuto dello stato mentale rispetto al basale? I sintomi fluttuano durante il giorno?

Criterio 2 — Deficit dell’attenzione Il paziente ha difficoltà a concentrarsi, è facilmente distraibile, perde il filo del discorso?

Criterio 3 — Pensiero disorganizzato Il pensiero è incoerente, illogico, sconnesso? Idee deliranti?

Criterio 4 — Livello di coscienza alterato Il paziente è iperallerta, letargico, stuporoso? (Non normale/alert)

CAM-ICU per pazienti intubati: stessa struttura ma con test non verbali (test delle lettere, compiti motori semplici).


Fattori predisponenti e precipitanti

Predisponenti (non modificabili):

  • Età > 65 anni
  • Demenza preesistente (il fattore di rischio più forte)
  • Compromissione visiva o uditiva grave
  • Disidratazione pre-ricovero

Precipitanti (modificabili — campo dell’infermiere):

  • Immobilizzazione prolungata
  • Privazione del sonno
  • Disorientamento ambientale (luce, rumore, orologi assenti)
  • Dolore non trattato
  • Ritenzione urinaria, stipsi
  • Farmaci psicotropi (benzodiazepine, oppioidi, anticolinergici)
  • Infezioni, squilibri idroelettrolitici, ipossia

Bundle ABCDEF per la prevenzione in UTI

LetteraIntervento
AAssess, Prevent and Manage Pain
BBoth Spontaneous Awakening and Breathing Trials
CChoice of Analgesia and Sedation
DDelirium Assessment, Prevention and Management
EEarly Mobility and Exercise
FFamily Engagement and Empowerment

Il bundle ABCDEF applicato consistentemente riduce la mortalità a 90 giorni del 68% in UTI.


Interventi non farmacologici (alta evidenza)

Orientamento temporale-spaziale:

  • Orologio visibile dal letto del paziente
  • Calendario aggiornato quotidianamente
  • Finestre aperte (ciclo luce-buio) quando possibile
  • Comunicazione ripetuta di orario, luogo, nome del professionista

Mobilizzazione precoce:

  • Seduta sul bordo del letto entro 24-48h se stabili
  • Deambulazione precoce assistita
  • Riduzione della contenzione al minimo assoluto

Ciclo sonno-veglia:

  • Riduzione delle interruzioni notturne (consolidare le procedure)
  • Luci basse di notte, tende oscuranti
  • Evitare farmaci ipnotici di routine (aumentano il delirium)

Udito e vista:

  • Restituire protesi acustiche e occhiali al paziente
  • Parlare lentamente, in modo chiaro, vicino al paziente

Presenza familiare:

  • Favorire la visita dei familiari, anche in UTI
  • La voce familiare è un intervento terapeutico dimostrato

Farmaci: solo se necessario

Il trattamento farmacologico del delirium (aloperidolo, quetiapina) non è di prima scelta né di routine. Viene utilizzato per il delirium iperattivo con agitazione grave che mette a rischio il paziente (rischio di rimozione accessi vitali, autolesionismo). Non elimina il delirium: riduce temporaneamente l’agitazione.

Le benzodiazepine sono controindicate nel delirium non legato ad astinenza alcolica o da benzodiazepine stesse: peggiorano il quadro.


Note di Fabrizio Devito

Il delirium ipoattivo viene scambiato per “stanchezza”, “effetto farmaci” o peggio per carattere del paziente. Nella pratica quotidiana il paziente anziano silenzioso che non vuole mangiare, che risponde con monosillabi e che guarda nel vuoto è spesso il delirium non riconosciuto. Applicare il CAM sistematicamente ad ogni turno, su ogni paziente > 65 anni, è il passo che trasforma il riconoscimento sporadico in sorveglianza strutturata.

Fabrizio Devito — Infermiere

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