Il dolore non trattato o sottovalutato è ancora un problema diffuso in ospedale. La Legge 38/2010 ha reso la valutazione e la documentazione del dolore obbligatorie in tutte le strutture sanitarie italiane. Il dolore è il quinto parametro vitale.
Valutazione del dolore nel paziente collaborante
NRS — Numeric Rating Scale: Chiedi al paziente di dare un valore numerico al dolore da 0 a 10, dove 0 è assenza di dolore e 10 è il peggior dolore immaginabile.
Interpretazione:
- 0: assente
- 1-3: lieve
- 4-6: moderato
- 7-10: severo
VAS — Visual Analogue Scale: Linea di 10 cm da “nessun dolore” a “peggior dolore immaginabile”; il paziente indica il punto corrispondente. Utile in pazienti con difficoltà comunicative verbali ma cognitivamente integri.
NPS — Numerical Pain Scale con facce (Wong-Baker): Per pazienti con problemi cognitivi lievi, anziani o bambini > 3 anni. 6 facce con espressioni da neutrale a pianto corrispondono a punteggi 0-10.
Valutazione nel paziente non verbale o intubato
Per pazienti che non possono comunicare, usa scale comportamentali:
CPOT — Critical-Care Pain Observation Tool (pazienti UTI): Valuta 4 indicatori:
- Espressione del viso (rilassato → contratto → smorfie)
- Movimenti corporei (assenti → protezione → agitazione)
- Compliance al ventilatore o vocalizzazioni
- Tensione muscolare (rilassata → tesa → rigida)
Score da 0 a 8. Score ≥ 3 indica dolore significativo.
PAINAD — Pain Assessment in Advanced Dementia: Per pazienti con demenza avanzata non in UTI. Valuta respiro, vocalizzazione, espressione del viso, linguaggio corporeo, consolabilità.
Documentazione obbligatoria
La Legge 38/2010 richiede la registrazione del dolore nella cartella clinica con:
- Scala utilizzata
- Valore rilevato
- Ora della rilevazione
- Trattamento effettuato
- Rivalutazione dopo il trattamento
Non limitarti a segnare “dolore presente”: il valore numerico è obbligatorio.
Principio di titolazione nella gestione del dolore acuto
Non esiste una dose “giusta” di analgesico uguale per tutti. Il dosaggio va titolato sulla risposta individuale del paziente:
- Somministra la dose prescritta
- Rivaluta dopo il tempo di latenza (es: morfina EV: 15-20 min; paracetamolo EV: 30 min; ibuprofene PO: 30-60 min)
- Se NRS ≥ 4 dopo rivalutazione: informa il medico; non somminsomministrare nuovamente senza rivalutazione medica salvo protocollo al bisogno attivo
- Obiettivo: NRS ≤ 3 (dolore lieve/assente)
Approccio multimodale
Il trattamento del dolore non è solo farmacologico:
Interventi non farmacologici:
- Posizionamento e mobilizzazione del segmento doloroso
- Crioterapia (ghiaccio: dolore acuto muscolo-scheletrico, prime 48h)
- Termoterapia (calore: dolore cronico, colico)
- Tecniche di distrazione (musica, conversazione, supporto alla presenza familiare)
- Respirazione controllata e tecniche di rilassamento
Scale dell’OMS per il dolore cronico: 1° gradino: FANS/paracetamolo → 2° gradino: oppioidi deboli (tramadolo, codeina) → 3° gradino: oppioidi forti (morfina, ossicodone, fentanyl)
Dolore procedurale: anticipare, non rincorrere
Il dolore da procedura (medicazione, rimozione punti, mobilizzazione) si previene, non si tratta dopo il fatto:
- Premedicazione 30-60 min prima con FANS o analgesico leggero (secondo prescrizione)
- Anestesia locale topica (EMLA) per venipunture in pazienti ansiosi o pediatrici
- Comunicazione preventiva: spiega cosa farai e quanto durerà
- Pausa su richiesta del paziente durante la procedura
Note di Fabrizio Devito
La legge obbliga alla documentazione del dolore, ma l’obiettivo è la persona, non il numero in cartella. Un paziente che non dorme la notte per il dolore post-operatorio non è “stabile”: ha bisogno di una rivalutazione analgesica. Chiedere “come stai?” non è abbastanza: “su una scala da 0 a 10, quanto fa male adesso?” è diverso.
Fabrizio Devito — Infermiere
Commenti