Protocolli 6 min

Gestione del Dolore: Scale NRS e VAS, Valutazione e Trattamento

Protocollo per la valutazione e gestione del dolore in ospedale: scale NRS, VAS, NPS per pazienti non verbali, scala comportamentale, principio di titolazione, rivalutazione dopo trattamento.

Fabrizio Devito — Infermiere

Il dolore non trattato o sottovalutato è ancora un problema diffuso in ospedale. La Legge 38/2010 ha reso la valutazione e la documentazione del dolore obbligatorie in tutte le strutture sanitarie italiane. Il dolore è il quinto parametro vitale.


Valutazione del dolore nel paziente collaborante

NRS — Numeric Rating Scale: Chiedi al paziente di dare un valore numerico al dolore da 0 a 10, dove 0 è assenza di dolore e 10 è il peggior dolore immaginabile.

Interpretazione:

  • 0: assente
  • 1-3: lieve
  • 4-6: moderato
  • 7-10: severo

VAS — Visual Analogue Scale: Linea di 10 cm da “nessun dolore” a “peggior dolore immaginabile”; il paziente indica il punto corrispondente. Utile in pazienti con difficoltà comunicative verbali ma cognitivamente integri.

NPS — Numerical Pain Scale con facce (Wong-Baker): Per pazienti con problemi cognitivi lievi, anziani o bambini > 3 anni. 6 facce con espressioni da neutrale a pianto corrispondono a punteggi 0-10.


Valutazione nel paziente non verbale o intubato

Per pazienti che non possono comunicare, usa scale comportamentali:

CPOT — Critical-Care Pain Observation Tool (pazienti UTI): Valuta 4 indicatori:

  1. Espressione del viso (rilassato → contratto → smorfie)
  2. Movimenti corporei (assenti → protezione → agitazione)
  3. Compliance al ventilatore o vocalizzazioni
  4. Tensione muscolare (rilassata → tesa → rigida)

Score da 0 a 8. Score ≥ 3 indica dolore significativo.

PAINAD — Pain Assessment in Advanced Dementia: Per pazienti con demenza avanzata non in UTI. Valuta respiro, vocalizzazione, espressione del viso, linguaggio corporeo, consolabilità.


Documentazione obbligatoria

La Legge 38/2010 richiede la registrazione del dolore nella cartella clinica con:

  • Scala utilizzata
  • Valore rilevato
  • Ora della rilevazione
  • Trattamento effettuato
  • Rivalutazione dopo il trattamento

Non limitarti a segnare “dolore presente”: il valore numerico è obbligatorio.


Principio di titolazione nella gestione del dolore acuto

Non esiste una dose “giusta” di analgesico uguale per tutti. Il dosaggio va titolato sulla risposta individuale del paziente:

  1. Somministra la dose prescritta
  2. Rivaluta dopo il tempo di latenza (es: morfina EV: 15-20 min; paracetamolo EV: 30 min; ibuprofene PO: 30-60 min)
  3. Se NRS ≥ 4 dopo rivalutazione: informa il medico; non somminsomministrare nuovamente senza rivalutazione medica salvo protocollo al bisogno attivo
  4. Obiettivo: NRS ≤ 3 (dolore lieve/assente)

Approccio multimodale

Il trattamento del dolore non è solo farmacologico:

Interventi non farmacologici:

  • Posizionamento e mobilizzazione del segmento doloroso
  • Crioterapia (ghiaccio: dolore acuto muscolo-scheletrico, prime 48h)
  • Termoterapia (calore: dolore cronico, colico)
  • Tecniche di distrazione (musica, conversazione, supporto alla presenza familiare)
  • Respirazione controllata e tecniche di rilassamento

Scale dell’OMS per il dolore cronico: 1° gradino: FANS/paracetamolo → 2° gradino: oppioidi deboli (tramadolo, codeina) → 3° gradino: oppioidi forti (morfina, ossicodone, fentanyl)


Dolore procedurale: anticipare, non rincorrere

Il dolore da procedura (medicazione, rimozione punti, mobilizzazione) si previene, non si tratta dopo il fatto:

  • Premedicazione 30-60 min prima con FANS o analgesico leggero (secondo prescrizione)
  • Anestesia locale topica (EMLA) per venipunture in pazienti ansiosi o pediatrici
  • Comunicazione preventiva: spiega cosa farai e quanto durerà
  • Pausa su richiesta del paziente durante la procedura

Note di Fabrizio Devito

La legge obbliga alla documentazione del dolore, ma l’obiettivo è la persona, non il numero in cartella. Un paziente che non dorme la notte per il dolore post-operatorio non è “stabile”: ha bisogno di una rivalutazione analgesica. Chiedere “come stai?” non è abbastanza: “su una scala da 0 a 10, quanto fa male adesso?” è diverso.

Fabrizio Devito — Infermiere

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