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Prevenzione ICA: Bundle Igiene Mani e Precauzioni Standard

Protocollo per la prevenzione delle infezioni correlate all'assistenza: i 5 momenti OMS per l'igiene delle mani, tecnica di frizione alcolica e lavaggio, precauzioni standard e aggiuntive.

Fabrizio Devito — Infermiere

Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) colpiscono il 5-8% dei pazienti ospedalizzati in Italia: circa 450.000-700.000 casi l’anno, di cui 4.500-7.000 decessi attribuibili. Il 20-30% è prevenibile con il rispetto sistematico delle precauzioni standard. L’igiene delle mani rimane la misura più efficace e meno costosa disponibile.


I 5 momenti OMS per l’igiene delle mani

L’OMS ha identificato 5 indicazioni specifiche:

Momento 1 — Prima del contatto con il paziente Prima di toccare il paziente (saluto, misurazione parametri, posizionamento).

Momento 2 — Prima di una procedura asettica Prima di qualsiasi procedura che richieda asepsi: inserimento CVC, cateterismo, medicazione, somministrazione di farmaci endovena.

Momento 3 — Dopo il rischio di esposizione a liquidi biologici Dopo contatto con sangue, urine, feci, vomito, secrezioni, mucose.

Momento 4 — Dopo il contatto con il paziente Dopo aver toccato il paziente, anche senza contatto con liquidi biologici.

Momento 5 — Dopo il contatto con l’ambiente del paziente Dopo contatto con superfici, oggetti, attrezzature nella zona del paziente.


Frizione alcolica vs lavaggio con acqua e sapone

Frizione alcolica (gel o soluzione idroalcolica):

  • Prima scelta nella maggior parte delle situazioni
  • Più efficace del lavaggio contro la maggior parte dei patogeni (incluso MRSA, VRE)
  • Durata: 20-30 secondi
  • Non efficace contro le spore (Clostridioides difficile) e quando le mani sono visibilmente sporche

Lavaggio con acqua e sapone:

  • Obbligatorio quando le mani sono visibilmente sporche o contaminate
  • Obbligatorio dopo contatto con paziente con C. difficile accertata o sospetta
  • Durata: 40-60 secondi (incluso risciacquo e asciugatura)
  • Asciugatura con carta monouso; l’aria calda aumenta la contaminazione batterica

Tecnica di frizione alcolica (6 passi OMS)

  1. Palmo su palmo
  2. Palmo sinistro su dorso destro con dita intrecciate (e viceversa)
  3. Palmo su palmo con dita intrecciate
  4. Dorso delle dita chiuse contro il palmo opposto
  5. Rotazione pollice destro nel palmo sinistro (e viceversa)
  6. Punta delle dita destra in rotazione nel palmo sinistro (e viceversa)

Copri tutta la superficie delle mani fino ai polsi. Non asciugare prima che il prodotto sia evaporato completamente.


Precauzioni standard (per tutti i pazienti, sempre)

Le precauzioni standard si applicano indipendentemente dalla diagnosi:

  • Guanti: per contatto con sangue, liquidi biologici, mucose, cute non integra
  • Maschera e protezione oculare/facciale: rischio di schizzi (aspirazione, broncoscopia, intubazione)
  • Camice: rischio di contaminazione dell’abbigliamento
  • Smaltimento sicuro degli aghi: no ricappucciamento; sharps container al punto di utilizzo

Precauzioni aggiuntive per patogeni specifici

Via di trasmissioneEsempiMisure aggiuntive
ContattoMRSA, VRE, C. difficile, scabbiaGuanti + camice; camera singola o coorte
DropletInfluenza, meningite meningococcicaMaschera chirurgica entro 1 metro
AereaTBC, morbillo, varicellaN95 o FFP2; camera a pressione negativa

Errori frequenti

  • Frizione con guanti indossati: i guanti non sostituiscono l’igiene delle mani
  • Gel alcolico su mani bagnate: diluisce il prodotto, riduce l’efficacia
  • Igiene delle mani solo quando “visibilmente sporche”: la contaminazione invisibile è quella più pericolosa
  • Anelli e bracciali: le gioiellerie sulle mani aumentano la carica batterica e rendono impossibile la pulizia completa
  • Saltare il momento 2: la procedura asettica viene eseguita senza igiene previa perché “ho appena toccato il paziente” — non è equivalente

Note di Fabrizio Devito

L’igiene delle mani è l’unica procedura che si fa ogni ora e che può salvare una vita. Il problema non è che non la si conosce: il problema è la compliance, che in media è al 40-60% anche nei reparti più attenti. Ogni infermiere sa cosa fare. Farlo sistematicamente è un’altra cosa.

Fabrizio Devito — Infermiere

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